![]() |
![]() |
||||
Maestro degli Apostoli
- Apostolo n. 1 Navata dopo ingresso controfacciata a sinistra |
Maestro
degli Apostoli - Apostolo n. 2 - San Bartolomeo Navata: dopo ingresso parete sinistra- |
Maestro
degli Apostoli - Apostolo n. 3 Navata: dopo ingresso parete sinistra- |
|||
![]() |
![]() |
||||
Maestro
degli Apostoli - Apostolo n. 4 Navata dopo ingresso parete sinistra- |
Maestro
degli Apostoli - Apostolo n. 5 -San Jacopo Minore Navata dopo ingresso parete sinistra- |
||||
Gli Apostoli sono immaginati
come racchiusi in nicchie, a cui danno una certa parvenza di
profondità i due filetti interni di cornice, simboleggianti
uno stipite ed un rincasso: mentre le paraste laterali e
l'architrave di tale ideale vano sono ornati con svariati
motivi che ritornano identici per ciascuna coppia di
rappresentazioni, sulla destra e sulla sinistra. Per cui,
forse, conviene leggere l'intera serie secondo il
susseguirsi delle coppie, cominciando dai due Apostoli di
controfacciata, inquadrati da fasce a losanghe ed a motivi
floreali stilizzati; per continuare poi nelle pareti
laterali con san Matteo a destra e san Bartolomeo a
sinistra, entro un fregio a racemi ed a grappoli, con i
santi Tommaso e Iacopo Minore entro fregi e losanghe; quindi
con due Apostoli non meglio identificabili (il secondo è
quasi scomparso), entro fregi a nastro arricciolato e con
due altri apostoli anonimi entro fregi geometrici a tarsia;
ed infine, nella cella absidale, con i capifila, san Pietro
(di cui resta appena qualche brano del piede sinistro) e san
Paolo, entro ante con un motivo di piani squadernati a
fisarmonica, tale da suggerire, intorno all'immagine, un
certo movimento. Si tratta di un insieme di motivi che
potrebbero egualmente bene provenire da un frescante o da un
miniatore, condotti ora con maggiore, ora con minore
accuratezza, ma sempre con gusto assai raffinato. Ed eccoci
subito dinanzi alle eterne, impietose domande: chi sarà mai
stato questo notevolissimo artista? Come definirlo nella
intricata geografia artistica del tempo? Bisogna dire che
tale enigmatico personaggio ha riscosso, a differenza dei
suoi più antichi e più umili colleghi perugini operosi nel
luogo, un discreto interesse critico, specie i n tempi
recenti. Trovo però difficile, se non impossibile, spiegarlo
con un ricorso alla scuola pittorica locale. E non mi pare
neppure tanto agevole inserirlo in una delle varie botteghe
operose, giusto a quei tempi, nel grande cantiere d'Assisi,
come potrebbe essere quella romana del Torriti. Più
pertinente mi sembra supporre un pittore vagabondo, per la
penisola, in cerca di buone commissioni, come implicitamente
propongono alcuni studiosi. |